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Artemisia Gentileschi e il suo tempo

AL MUSEO DI ROMA,  ESPOSIZIONE DELLE OPERE DI ARTEMISIA GENTILESCHI 

Si è aperta a Roma in questi giorni, nelle sale del palazzo Braschi, una mostra molto interessante dedicata a una grande pittrice della prima metà del diciassettesimo secolo: Artemisia Gentileschi,  simbolo dell’affermazione del  talento femminile,  sostenuto anche grazie a un temperamento fuori dal comune che l’aiutò a emergere in un mondo prettamente maschile come quello della pittura. Fermamente determinata a non farsi scrupolo  per affermarsi come donna e come  pittrice,  fin dall’infanzia viene istruita per diventare un’artista, progetto di difficile realizzazione ma Artemisia non si arrende e, lavorando insieme al padre, conosce diversi pittori e osserva da vicino molte opere tra cui quelle di Carracci, Caravaggio, Guido Reni.

Roma  agli inizi del Seicento era una città in pieno cambiamento, la progettazione di strade più ampie, la ristrutturazione di chiese paleocristiane, la realizzazione di nuove fontane, tutto ciò attirava molti artisti stranieri, tra questi Agostino Tassi che aggredì e stuprò Artemisia nel 1611; dopo la violenza e il processo che ne derivò, Artemisia giunse  con il novello sposo a Firenze  dove si distinse come personalità di primo piano. Ovunque andasse assorbiva il meglio della pittura locale e la trasformava alla luce  drammatica del naturalismo caravaggesco con grande potenza ed eleganza.

Tutto ciò lo si vede bene nella  bellissima mostra in cui ci sono oltre cento opere di tanti artisti chiamati in causa per dare conto dei rapporti culturali  di Artemisia e della sua pittura drammatica e narrativa documentata da una trentina di quadri; un universo femminile popolato  da divinità pagane, madonne con bambino, sante e vendicatrici bibliche  è al centro dell’esposizione,  dai tre quadri con” Giuditta che decapita Oloferne” a “Giaele e Sisara” e a “Medea”; nel 1610 a soli 17 anni, Artemisia dipinge uno dei suoi capolavori,”Susanna e i vecchioni” in cui rappresentò coraggiosamente un nudo femminile in piena epoca controriformista.

Tra gli altri sublimi artisti in mostra vanno ricordati il padre Orazio Gentileschi, Carlo Saraceni, Cristofano Allori, Simon Vouet.

Lidia D’ANGELO

ARTHEMISIA GROUP ha curato l’intera organizzazione della mostra che sarà visitabile sino a Domenica 7 Maggio 2017. L’ esposizione è stata inaugurata mercoledì 30 novembre e preceduta martedì 29 da una conferenza stampa con interventi di Luca Bergamo – Assessore alla Cultura/Roma Capitale, Claudio Parisi Presicce – Sovrintendente Beni Culturali, Iole Siena – Presidente di Arthemisia Group, oltre a Nicola Spinosa, Francesca Baldassari e Judith Mann che hanno curato le varie sezioni della stessa  mostra.