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J. K. Galbraith‘s “Lectio Magistralis”

  RIFLESSIONI  su “Stato e Mercato nell’ Economia Moderna”

Martedì 22 Novembre in Roma, alla presenza di giornalisti ed esperti del settore, si è svolto un Convegno su “ Lo Stato e il mercato nell’economia moderna” con la partecipazione del Prof.  James K. Galbraith –  Docente presso la Scuola Affari Pubblici L.B. Johnson dell’ Università di Austin nel Texas, nonché componente del Comitato Scientifico.

L’iniziativa, organizzata da EURISPES con l’ausilio della UIL (che ha ospitato il Convegno presso la propria sede in Via Lucullo), conferma il loro reciproco impegno su tematiche di natura politica, economica e sociale. Infatti tale conferenza segue, ad un mese di distanza, quella di due autorevoli economisti russi: il Prof. Ruslan Grinberg e il Prof. Alexander Rubinstein, dell’Istituto di Economia dell’Accademia delle Scienze di Mosca.

I lavori sono stati introdotti dal  Presidente di EURISPES, Gian Maria Fara e del Segretario Confederale UIL, Antonio Foccillo, i quali hanno definito l’obbiettivo dell’iniziativa: “ Proseguire la riflessione avviata precedentemente su un maggiore ruolo dello Stato nell’economia moderna; analizzando i principi ed i meccanismi utili a  qualificare e potenziare appunto il ruolo dello Stato come protagonista indipendente dell’economia di mercato per promuovere determinati interessi sociali, la tutela dei beni comuni, condizione per uno sviluppo più equilibrato e sostenibile”.

Il tema del Convegno è stato di grande attualità e, attraverso una successiva redazione e pubblicazione dei documenti, si vorrebbe creare e diffondere una cultura della consapevolezza sociale e della condivisione, la cui conoscenza ed analisi sta divenendo sempre più urgente, causa le circostanze socio-economiche e la crisi dei modelli economici occidentali, con la conseguente necessità di rafforzare e qualificare il ruolo dello Stato nell’economia. Tutto ciò, considerando anche i parametri che determinano oggi il mercato moderno, è stato opportunamente sottolineato da Marco Ricceri – Segretario Generale di Eurispes che, in collaborazione con la UIL, ha iniziato a seguire con particolare interesse queste tematiche, auspicando una nuova crescita e sviluppo dell’economia, nel pieno rispetto di quelle regole socio economiche che si sono affievolite strada facendo.

image1 Con una breve prolusione del Segretario Generale della UIL, Antonio  Foccillo si è proceduto alla  introduzione del ponderoso intervento del Prof.  Galbraith, quale eminente relatore del Convegno, ove è stato sottolineato  come – sia in Germania, sia anche in Italia  – le piccole e medie imprese (vera  risorsa del paese) costituiscano larga fetta di quelle realtà produttive poiché le  grandi imprese siano andate via via in diminuzione. Nodo centrale della  questione: far si che si ponga di nuovo l’uomo al centro del dibattito politico  ed economico e non avvenga, invece, il contrario. Ciò costituirebbe un buon  auspicio, essendo l’Italia un paese democratico facente pare di una vasta  socialdemocratica, quale quella dell’Unione Europea …. questi sono stati alcuni dei  punti affrontati durante i lavori e quanto dichiarato dal presidente di  Eurispes, Gian Maria Fara nel suo intervento di benvenuto.

Dopo i vari governi alternatisi nel corso degli anni, ci si dovrebbe augurare in futuro scenari economici meno “opprimenti” ed “oppressivi” sul piano fiscale, economico e sociale, non più dominati da una finanza sempre più marcatamente di stampo neoliberista, poco attenta in termini di tutela a difesa del cittadino / lavoratore, più attenta invece alle logiche del profitto in un mercato fortemente competitivo come quello attuale. Perciò non si può non notare l’inadeguatezza delle poche garanzie di cui la popolazione potrebbe usufruire, raffrontando l’attuale situazione di sudditanza con la perdita della propria sovranità, concetto che ormai si direbbe svuotato del suo vero significato.

Porre l’attenzione su questo, significa comprendere fin dove si sia spinta la deriva economica dei paesi che fino ad oggi hanno regolamentato in maniera egemonica le economie, portando la popolazione di mezzo mondo al punto nel quale si trova. Ecco allora avverarsi quanto in precedenza era stato “previsto”, da chi era stato tacciato di “conservatorismo”, ai danni della popolazione occidentale e, sebbene le  “Cassandre” di turno non siano ben viste, va però detto che la visione lungimirante ed attenta ha avuto i suo effetti purtroppo ignorati da orecchie che non hanno prestato attento ascolto.

Nessuna condanna a nessuno, sottolineano i vertici di Eurispes e UIL, semplicemente presa visione delle circostanze e degli effetti causati da certa spinta propulsiva che ha poi rallentato, se non fermato, la folle corsa occidentale. E allora la domanda sorge spontanea: quali modelli alternativi adottare d’ora in avanti ?

Dai due interventi di apertura è emersa una fotografia nitida su una realtà in progressivo ed inesorabile declino dei precedenti modelli economici; oggi tale realtà è divisa non solo sul piano economico ma soprattutto sociale, nel quale lo Stato, pressoché assente, invece di garantire la salvaguardia dei propri cittadini, esalta le carenze dovute dai tagli alla spesa pubblica ritenuta improduttiva da un sistema che ha conosciuto così tanto “benessere”, tanta civiltà e tanta “democrazia”.

La svendita del patrimonio italiano in primis, sta portando ad una generale condizione di sofferenza proprio in termini sociali ed economici privando lo stato sociale di quei contenuti e valori scritti proprio nella nostra Costituzione, chiamata in causa con un referendum su diritti / doveri … e non solo. Soprattutto andrebbe rilevato che lo Stato dovrebbe fornire garanzie per la tutela della Comunità (sicurezza, sanità, mobilità ecc), per una maggiore difesa degli interessi sociali e collettivi.

L’interessante e approfondita analisi presentata dal Prof. Galbraith permette di ricostruire le condizioni che hanno portato alla situazione odierna, riassumendo il tutto in quella che lui definisce come la “regolamentazione” di tutti i settori dell’attività economica, ossia riconducibile a quel limite che non si sarebbe dovuto varcare e che invece è stato oltrepassato, ponendo anzitutto in crisi la fiducia nello stesso “sistema”; quando non c’è regolamentazione ci si lascia annegare dalle frodi e dai comportamenti illegali.

Per meglio comprendere è possibile seguire la conferenza riprodotta al seguente link:

 https://www.uilweb.tv/webtv/default.asp?ID_VideoLink=4397

La nuova teoria sulle “Dinamiche socio-economiche”:

l-accademia-russa-delle-scienze-ras-e-del-fiume-di-mosca-57080603 Il contributo degli economisti russi dell’Accademia delle Scienze di  Mosca , i professori Ruslan Grinberg e Alexander Rubistein, nella  conferenza del 18 ottobre 2016 al salone Bruno .Buozzi della UIL, è servito ad  illustrare il valore delle “nuove teorie sulle dinamiche economiche e sociali”,    la cui importanza viene sempre più riconosciuta a livello internazionale e a  porre in evidenza come gli attori del mercato non sono soltanto gli individui,  secondo le teorie principali del liberismo più esasperato, prevalenti in questa  fase, ma anche lo Stato e i soggetti sociali organizzati, come attori economici  autonomi.

 Contro chi persegue l’obbiettivo politico ed economico di collocare lo Stato ai  margini dei processi di sviluppo, di posizionarlo in un ruolo passivo, al limite marginale, gli economisti russi  hanno sottolineato l’importanza di creare le condizioni affinchè lo Stato possa esercitare appieno il suo ruolo di protagonista economico autonomo.  “Il nostro obbiettivo principale – hanno sostenuto – è di sfidare la teoria economica prevalente e rimuovere il principio dell’individualismo dalle fondamenta, almeno in quella versione che manca di riconoscere l’esistenza degli interessi della società in quanto tale e che di conseguenza esclude il ruolo dello stato come protagonista indipendente dell’economia di mercato, impegnato a promuovere e soddisfare tali interessi”.

Il signficato di una “svolta”:

Riqualificare il ruolo dello Stato come attore economico indipendente, che agisce con la sua razionalità specifica, significa riprendere una strada che è la sola valida per affrontare al meglio la tutela dei “beni comuni” dell’ ’interesse sociale”. A questo fine, avere idee chiare sui processi socio-dinamici come moltiplicatori di effetti economici e sul comportamento razionale che lo Stato dovrebbe seguire nell’interesse comune, costituisce una premessa essenziale per promuovere quella svolta di cui le società contemporanee avvertono sempre più la necessità. Alla comunità scientifica, agli esperti ed agli attori principali dello sviluppo, gli economisti russi ha chiesto di operare proprio per ricostruire la piena razionalità dello Stato nelle sue scelte di sviluppo, a tutela dell’interesse comune, avendo presente che le attuali tensioni e difficoltà diffuse stanno mettendo a rischio ovunque i livelli di civiltà e democrazia raggiunti finora nel mondo contemporaneo.

Riferimenti:

Ruslan Grinberg – Direttore, Istituto di Economia, Accademia delle Scienze di Russia, Fondatore del Gruppo Russo-Americano sulle Trasformazioni Economiche

Alexander Rubistein – Primo vice direttore dell’Istituto di Economia, dell’Accademia delle Scienze di Russia.

James K. Galbraith –  dirige il progetto UTIP – University of Texas Inequality Project, descritto, come  il più “pionieristico misuratore di disuguaglianza”; riguardo alla situazione complessiva dell’Unione Europea, da tempo sostiene la opportunità dell’organizzazione di un autentico New Deal, necessario per arrestare la propensione sempre più diffusa di tendenze antidemocratiche.

 ______________________CRISTIAN ARNI